L'ostetrica per la donna

La civiltà di un paese si misura anche nel come accoglie le nuove vite.
In virtù dell’enorme importanza che l'evento della nascita, riveste per la donna, per la famiglia e per la comunità, ogni gruppo sociale, ogni cultura ha sviluppato, nel corso del tempo, un diverso insieme di pratiche integrate ruotanti attorno alla nascita, profondamente radicate nella cultura da cui traggono origine e che in quella cultura acquistano un significato, coerenti con una visione generale: al modo di gestire il corpo, al ruolo e alle competenze della donna, alla concezione di essere umano.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una progressiva medicalizzazione dell’evento nascita, espropriando talvolta la donna e la sua famiglia, della competenza che la natura le ha attribuito, superando l’equilibrio necessario tra sicurezza/appropriatezza e protagonismo degli operatori. I danni biologici ed economico-sociali di questo approccio all’evento nascita sono oggi documentati in numerosi studi, da più voci in Italia e all’estero.
L’eccessivo ricorso al taglio cesareo, l’elevato numero di ecografie eseguite in gravidanza, il ricorso ad esami e controlli impropri, ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a raccomandare già dagli anni ‘80: « I Paesi devono studiare i loro modelli di parto e di assistenza al parto.... le nuove politiche devono basarsi su un equilibrio tra medicina e aspetti sociali dell’evento... dovranno essere identificati i servizi di assistenza ostetrica a bassa tecnologia adottando atteggiamenti rispettosi per quanto riguarda gli aspetti emotivi, psicologici e sociali dell’assistenza in tutto in percorso nascita. Tali servizi dovrebbero essere incoraggiati e studiati, in modo che possano essere usati come modelli per favorire simili pratiche in altri centri e per influenzare i punti di vista degli ostetrici a livello nazionale»
Come partoriscono le donne e chi le aiuta non sono semplicemente interrogativi che riguardano l'ostetricia: sono questioni politiche.

L'accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010” Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo” offre numerosi spunti di riflessione sul tema anche se spesso, tutta l’attenzione, si è concentrata sul tema “Punti Nascita“ anziché sul “Percorso Nascita“.

Le linee guida dell'istituto Superiore della Sanità affermano che “le competenze per offrire assistenza alla gravidanza fisiologica sono riconosciute a professioniste e professionisti diversi: le ostetriche, i medici di medicina generale e i medici specializzati in ostetricia. Il modello basato sull’assistenza dell’Ostetrica, valutato nella revisione sistematica, consiste nell’assicurare alla donna una continuità delle cure ossia un’assistenza garantita per tutto il percorso nascita da una sola Ostetrica o da un team di ostetriche che condivide il modello assistenziale; in entrambi gli schemi l’assistenza è integrata da una rete multidisciplinare di esperti da consultare quando appropriato. Questo modello, è dimostrato dagli studi, risulta essere associato a diversi benefici per la madre e il bambino"

Anche il Ministero della Salute attraverso alcune comunicazioni ufficiali e i suoi portavoce ha dichiarato che "è consapevole dell'importanza della promozione di interventi di sanità pubblica finalizzati al contenimento dell'inappropriato ricorso al parto con taglio cesareo, nonché della necessità di pratiche cliniche di comprovata efficacia e appropriatezza. Al contempo, si è consapevoli che è necessario adottare un approccio complessivo a tali tematiche, che non riguardi solo l'organizzazione delle cure perinatali, ma anche l'intero percorso nascita, di cui il parto costituisce l'evento culminante. In questa prospettiva, deve essere valorizzato il ruolo dei vari professionisti sanitari nell'assistenza alla gravidanza e al parto, in particolare quello delle ostetriche, anche attraverso l'implementazione di percorsi alternativi per il parto fisiologico ed il parto a rischio”.

L'assistenza alla donna e/o al suo bambino, quando si manifestano problemi di salute, prevede la presenza nell'equipe del medico specialista al fine di pianificare gli interventi assistenziali necessari.
L'obiettivo della politica sanitaria e dei sanitari è quello di offrire la miglior assistenza possibile, dove per migliore si intende appropriata, efficace, tempestiva e sicura, nel luogo appropriato, compatibilmente con le risorse disponibili, garantita dal professionista appropriato. I professionisti sanitari devono seguire programmi di aggiornamento delle conoscenze, sviluppo delle competenze, e devono conoscere il ruolo specifico di ogni professionista che deve essere consultato quando e solo quando necessario.

Le Ostetriche garantiscono una assistenza di comprovata efficacia alle donne e neonati e ciò é riconosciuto e sottolineato da autorevoli prove di efficacia internazionali e nazionali.

Chi rivendica un ruolo sanitario nel percorso nascita senza aver acquisito competenze e conoscenze tecnico-pratiche oltre a non avere specifici standard formativi nella formazione accademica di base, mina il raggiungimento della sicurezza e la garanzia di assistenza ostetrica qualificata alle donne e ai loro neonati. Vantare un ruolo non proprio non è né etico né professionale ed ignora quanto definito dalle normative e provvedimenti nazionali.

Le Ostetriche hanno l‘obiettivo di sostenere e promuovere la salute materna e neonatale per mandato normativo e formativo.
Dunque, promuoviamo l'appropriatezza delle risorse professionali come é stato fatto in modo eccellente in alcune province, in particolare in Trentino, con l’attivazione del “Percorso Nascita “che garantisce alle donne la continuità assistenziale da parte dell’Ostetrica con la presa in carico della donna dal concepimento fino a due mesi dopo il parto. 

Anche le Ostetriche lombarde sono pronte al cambiamento e nel mese di Maggio Rappresentanti del Collegio hanno incontrato le Rappresentanti di OVO Italia.
Il Collegio delle Ostetriche di Milano, Lodi e Monza Brianza rientra tra i sostenitori firmatari del documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'eliminazione delle violenze e gli abusi nel percorso assistenziale della nascita. 

#ostetricheconledonneorapiuchemai#sicurezza=appropriatezza+professionisticompetenti#
La Presidente
Simona Sieve

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