Contraccezione

contraccezione 1La prima domanda da porsi nella scelta del metodo contraccettivo è: “Cosa è importante per me?”
Le risposte possono essere infatti diverse: può essere prioritaria la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, la non interferenza del   metodo contraccettivo con il ciclo ovarico, la protezione da gravidanze indesiderate, la non interferenza nel rapporto sessuale o ancora altri aspetti.

Quanti e quali sono i metodi anticoncezionali?
Ci sono tanti modi per regolare la propria vita fertile e scegliere un metodo contraccettivo appropriato alle esigenze di ognuna, al proprio stile di vita, alle proprie aspettative.
Il primo passo però è la consapevolezza che l’unico metodo per evitare la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili è il profilattico.

“Ho sempre guardato al preservativo con un po’ di diffidenza. Insomma magari senti meno, o interrompi la magia del preliminare per indossarlo. Poi ho fatto alcune riflessioni sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili e sul fatto che, in effetti, sono in una fase per così dire libertina della mia vita. E poi insomma la magia si può tener viva anche nell’indossare la guaina;-)”




I contraccettivi, sono definiti di barriera (preservativo e diaframma), ormonali (pillola, cerotto, anello), meccanici (spirale) o naturali (regolazione naturale della fertilità, test di ovulazione e altro) in base al loro meccanismo di azione. Per scegliere l’anticoncezionale o il metodo di regolazione delle nascite più adatto a sé vanno considerati diversi fattori.
• lo stato di salute generale
• Il fumo di sigaretta il consumo di alcolici o l’obesità
• la “vita notturna” che può essere lavorativa, di svago o da mamma ma che ad esempio potrebbe ridurre l’efficacia dei metodi contraccettivi che si basano sulla misurazione della temperatura basale,
• la stabilità o meno della relazione e la conoscenza del partner che implicano la necessità di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibile e la prevedibilità dei tempi e delle modalità dell’incontro sessuale. Se si hanno molti partner diversi potrebbe essere di fondamentale importanza proteggersi prima di tutto dalle malattie e quindi optare per il profilattico.
• La progettualità futura: magari non vorresti un bambino ora ma chissà l’anno prossimo... a questo punto vale la pena, forse, utilizzare metodi contraccettivi che implichino la conoscenza del proprio corpo o metodi meno duraturi. La spirale o l’impianto sottocutaneo ad esempio sono metodi contraccettivi con una durata utile di 3-5 anni e quindi più adatti a chi ha fatto scelte che non varieranno molto nel tempo.
• L’ammissibilità di vivere una gravidanza “Posso correre il rischio?” oppure assolutamente no.
• La confidenza con i propri genitali che permette di utilizzare metodi contraccettivi che implicano tocco e inserimento in vagina come il diaframma o l’anello. Anche la regolazione naturale della fertilità è una grande opportunità per entrare in contatto con i propri genitali interni ed esterni scoprendo i cambiamenti nell’arco di tutto il ciclo ovarico,
• la facilità o al contrario la difficoltà con cui si riesce ad assumere tutti i giorni alla stessa ora la pillola,
• l’allattamento che, nei primi sei mesi e secondo alcune regole definite dal LAM (Metodo da Amenorrea da Lattazione) è di per sé un fattore protettivo eccezionale per gravidanze indesiderate. Al termine dei sei mesi l’allattamento può diventare un discriminante fondamentale nella scelta del contraccettivo. La pillola estroprogestinica non può essere assunta ma quella progestinica sì, può essere inserita in utero la spirale, si possono utilizzare il preservativo o il diaframma.

“Quando ero alla ricerca di Achille ho conosciuto un’ostetrica che mi ha guidato nel mio ciclo ovarico, mi ha permesso di accogliere e raccogliere i segni del cambiamento nei 30 giorni di ciclo. È dopo un po’ di conoscenza e qualche tentativo è arrivato Achille. Quando in allattamento ho scoperto che nella stessa maniera potevo usare la conoscenza di me per posticipare l’arrivo del fratellino mi sono sentita in confidenza con il mio corpo e le scelte contraccettive!”

Come si misura l’efficacia di un contraccettivo?
Ogni metodo ha un indice di sicurezza a priori dato dall’indice di Pearl, che corrisponde al suo “uso perfetto”.
L’indice o il tasso di Pearl si basa sul numero di gravidanze insorte in 100 donne che hanno usato quel metodo contraccettivo. Minore è questo valore maggiore è l’efficacia del contraccettivo.
L’efficacia reale di un contraccettivo è data però da quanto è probabile che il suo utilizzo si discosti dall’uso perfetto, cioè da come andrebbe usato.

Alcuni esempi. I metodi contraccettivi di massima efficacia (Indice minore di 1) sono la pillola estroprogestinica, la spirale medicata al progesterone, l’impianto sottocutaneo, il cerotto e l’anello vaginale. Molto efficaci sono spirale, pillola progestinica e il metodo sintotermico. Efficaci il preservativo e il diaframma e poco efficaci il coito interrotto e il metodo di Ogino Knaus. (smicontraccezione.it)

Il preservativo, efficace secondo il tasso di Pearl, risulta però essere il contraccettivo che ha una variazione maggiore, in termini di gravidanza non desiderate, tra l’utilizzo comune o tipico e quello perfetto. Significa che spesso le persone che lo usano non tengono conto di alcuni fattori come: indossarlo per tutto il rapporto, conservarlo in un luogo fresco, controllarne la scadenza che influenzano la percentuale di efficacia reale del metodo.
Anche il diaframma, metodo contraccettivo di barriera, ha una notevole variazione tra l’efficacia contraccettiva di un suo uso perfetto e dell’uso comune che molte persone ne fanno. Il diaframma va inserito in vagina prima dell’inizio del rapporto, abbinato ad uno spermicida e tolto 6-8 ore dopo. Potete chiedere ad un’ostetrica che si occupa di diaframma di spiegarvene il suo utilizzo in modo dettagliato e scegliere insieme la misura più adatta a voi.
Anche i metodi contraccettivi ormonali hanno una non trascurabile differenza nella protezione da gravidanze indesiderate a seconda dell’uso tipico o perfetto. Basti pensare che episodi di gastroenterite, assunzione di alcuni farmaci antibiotici, dimenticanze o sindromi da malassorbimento potrebbero vanificare l’efficacia del metodo. Per questo è bene non gettare mai la scatola del prodotto con il bugiardino del farmaco affinché si possa controllare in autonomia cosa fare se, ad esempio, si dimentica una compressa o si ha un episodio di dissenteria.
I metodi contraccettivi come la spirale e l’impianto cutaneo sono quelli in cui non vi è differenza nella loro efficacia a seconda delle modalità di utilizzo perché esse non dipendono da chi lo usa.

Per saperne di più:
“Contraccezione” di Carlo Flamigni e Anna Pompili
“La contraccezione nel puerperio” di Paolo Gastaldi
“I metodi naturali. Una via di libertà per la coppia” di P.Pezzini, L.Boretti
“La regolazione naturale della fertilità. L'arte di vivere la fertilità secondo il metodo sintotermico di Roetzer” di Iosef Roetzer e Elisabeth Roetzer

http://www.sicontraccezione.it/


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