Lacerazioni da parto ed episiotomia

Durante il parto, nell’ultima fase chiamata periodo espulsivo, i tessuti del perineo vengono sottoposti ad una grande trasformazione, distendendosi e assottigliandosi.
La testa del bambino, grazie al suo avanzamento lento e progressivo, permette alle pareti vaginali e ai genitali esterni di distendersi gradualmente, senza causare danni al perineo.

“Cosa può aiutarmi per evitare lacerazioni?”

La pratica del massaggio del perineo in gravidanza, l’immersione in acqua calda durante travaglio e parto, l’applicazione di compresse/falde caldo umide e l’assunzione di posizioni libere durante la fase espulsiva sono pratiche che contribuiscono a preservare l’integrità del perineo.
La modalità più efficace per proteggere l’integrità del perineo la si attua durante la fase finale del travaglio, quando il bambino comincia a spingere e si avvertono i premiti. È molto importante in questa fase assecondare le proprie sensazioni permettendo così la graduale distensione dei tessuti. L’intimità è un altro fattore protettivo che l’Ostetrica vi aiuterà a salvaguardare.

Tuttavia durante il parto, può accadere che il perineo vada incontro ad una spontanea lacerazione, che viene classificata in gradi (I,II,III,IV) a seconda dell’interessamento dei tessuti cutanei, mucosi e sottomucosi, muscolari, vaginali o retto/anali.
Se il perineo si lacera spontaneamente, la rottura avviene in corrispondenza della zona di minor resistenza dei tessuti permettendo una rapida guarigione e una buona funzionalità del pavimento pelvico dopo il parto. Per questo motivo, alcune volte non è nemmeno necessario eseguire una sutura e la lacerazione guarisce da sé.

“Durante il parto, vicino alla nascita, sentivo bruciare. Forte. Ero carponi, a 4 zampe. Davanti a me il mio compagno. A sorvegliare la nascita l’Ostetrica. Capivo che dovevo ascoltare il mio corpo, da un lato aprirmi e lasciare andare dall’altro non farlo tutto in un colpo solo. L’Ostetrica ha semplicemente iniziato a soffiare con me, come a dirmi che le mie sensazioni erano corrette. È nato in un soffio di vita, dico sempre io.”

Che cos’è l’episiotomia?

L’episiotomia, frequentemente chiamata “taglietto”, è una vera e propria incisione chirurgica effettuata durante il periodo espulsivo, che interessa diversi tessuti della vagina e della vulva.
Viene eseguita dopo somministrazione locale di anestetico ed è sempre necessaria la sutura, definita “rafia”.

Video di GenitoriChannel: "Lacerazioni durante il parto: è necessaria l'episiotomia?"

Quando è utile l’episiotomia?

Per decenni si è creduto l’episiotomia proteggesse da gravi lacerazioni e prevenisse problemi di incontinenza, per questo il suo uso divenne routinario.
Le conoscenze scientifiche attuali dimostrano invece che:
• l’episiotomia non riduce la gravità delle lacerazioni perineali e l’intensità del dolore in periodo espulsivo, né la frequenza di incontinenza urinaria e fecale;
• Per prevenire i traumi perineali importanti (lacerazioni di III e IV grado) è meglio non eseguire l’episiotomia. È utile invece eseguire il massaggio del perineo in gravidanza – link – e soprattutto sperimentare posizioni libere in travaglio e durante il parto, applicare compresse calde sul perineo durante il periodo espulsivo, seguire il proprio desiderio di spinta, chiamato premito, con i propri tempi e ascoltando il proprio corpo. Le sensazioni e il dolore che si provano durante l’ultima fase del parto conducono, se ascoltate, alla protezione dei tessuti che si distendono, così, gradualmente.
• L’episiotomia può essere utile se vi è necessità di accelerare il tempo della nascita per garantire il benessere del bambino.

Per saperne di più: “Quel piccolo taglio durante il parto”

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