MOBILITA’ INTERNAZIONALE DEI PROFESSIONISTI SANITARI

La mobilità dei professionisti in ambito europeo, compresi quelli appartenenti all’area sanitaria, è prevista dalla direttiva comunitaria 2005/36/CE che consente ai cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ai cittadini dei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (Area SEE: Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e ai cittadini della Confederazione Svizzera di esercitare in un altro Stato membro la professione regolamentata per la quale hanno conseguito la relativa qualifica nello Stato di origine.
Per applicare la direttiva è necessario che la professione in questione sia regolamentata nello Stato ospitante e sia equivalente tra lo Stato dove si è acquisito il titolo professionalizzante e il Paese ospitante.

L’Italia ha dato attuazione alla predetta direttiva con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, le cui disposizioni si estendono anche ai cittadini extracomunitari in possesso di un titolo abilitante all’esercizio di una professione conseguita in un Paese non appartenente all’Unione Europea, che intendono esercitare stabilmente la professione in Italia.
La stessa opportunità è data ai cittadini extracomunitari in uno Stato Membro che hanno ottenuto il titolo professionale oppure ai cittadini italiani che lo hanno conseguito in uno Stato extracomunitario.

Il Ministero della salute è competente per i titoli di area sanitaria conseguiti all’estero, come previsto dal d.lgs.206/2007.
Pertanto, il professionista che voglia trasferirsi in Italia per esercitare stabilmente una professione sanitaria regolamentata sulla base della qualifica conseguita nello Stato di origine deve chiedere e ottenere dal Ministero della salute il riconoscimento del suo titolo professionale .

Se il professionista intende svolgere in Italia una prestazione professionale sanitaria in modo occasionale e temporaneo non deve chiedere il riconoscimento del proprio titolo di studio, bensì deve dare comunicazione al Ministero della salute circa la prestazione da eseguire, per la libera prestazioni di servizi come previsto dal d.lgs.206/2007.
L’elenco delle professioni sanitarie regolamentate per le quali è possibile chiedere il riconoscimento del proprio titolo estero è consultabile sul sito del Ministero della salute e vi è anche la professione di ostetrica/o.
L’istanza di riconoscimento deve essere presentata al Ministero della salute – Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale - Viale Giorgio Ribotta, n.5, 00144 ROMA. secondo il procedimento previsto dal d.lgs. 206/ 2007.
Dal sito del Ministero della salute è possibile stampare, con riferimento all’attività professionale che si vuole esercitare in Italia, il modello di domanda e l’elenco dei documenti che è necessario trasmettere unitamente alla domanda di riconoscimento
Per la professione di ostetrica/o si applica il sistema automatico di riconoscimento, il procedimento si attiva con la presentazione della domanda e si conclude con il rilascio del decreto di riconoscimento.

Il riconoscimento può essere negato qualora la qualifica conseguita all’estero non abbia alcuna corrispondenza con la professione che si chiede di esercitare in Italia.
L’obbligo di pubblicità relativo ai decreti di riconoscimento dei titoli professionali è di competenza del Ministero della salute ed è assolto con la pubblicazione dei decreti sul sito del Ministero.

Per ogni Paese in cui l’ostetrica/o vorrà svolgere la sua professione le norme di riconoscimento titolo e le procedure potrebbero differire per questo viene sempre consigliata la consultazione del sito internet e delle circolari dell' analogo del Ministero della Salute nel paese di destinazione.
Non solo, a volte occorre contattare amministrazioni specifiche come "The nursing and midwifery council" per la ricerca di lavoro nel Regno Unito.

Una possibile forma di aiuto nella ricerca di un lavoro all’Estero viene da Eures - European Employment Services - una rete europea dei servizi per l’impiego, coordinata dalla Commissione Europea, a cui partecipano anche i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro.
Nasce con l’obiettivo di facilitare la libera circolazione all’interno dello spazio economico europeo e promuovere l’incontro tra domanda e offerta.
Il Regolamento EURES è stato pubblicato il 22 aprile 2016 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, in tutte le lingue ed è entrato in vigore il 12 maggio 2016.
I punti di forza della Rete:
• il servizio è gratuito;
• oltre 1200 consulenti e disponibilità del servizio in 31 paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Norvegia, Svizzera);
• consulenza, servizio personalizzato e assistenza in ogni paese membro;
• informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro (e sulla normativa nazionale) di tutti gli stati europei;
• mobilità equa e parità di accesso al mercato del lavoro;
• accesso a quasi due milioni di posti di lavoro e ad una vasta gamma di opportunità in tutti i settori, nei vari paesi dell'Ue.

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